Serie TV

Shadow and Bone, Ben Barnes racconta Darkling: «Ho giudicato il mio personaggio»

Shadow and Bone è la serie più vista delle ultime settimane. Il progetto fantasy, tratto dai bestseller del GrishaVerse scritti da Leigh Bardugo, è primo in classifica sulla piattaforma Netflix, in tutto il mondo, da ben 11 giorni consecutivi. Alina Starkov è una soldatessa ed orfana che vive in un mondo sconvolto dalla guerra. La giovane scopre un potere straordinario che potrebbe salvare il suo paese. All’interno della storia, troviamo Jessie Mei Li nel ruolo di Alina e Ben Barnes che interpreta l’affascinante ed emblematico Darkling, il Generale Kirigan.

Il ruolo di Darkling ha sorpreso gli spettatori, Ben Barnes è riuscito a rendere credibile ed affascinante il personaggio oscuro di Alexander Kirigan. L’attore britannico ha donato intensità e spessore ad una figura maschile complessa, estremamente difficile da poter raccontare.

Nel corso degli episodi di Shadow and Bone, Darkling si rivela un uomo disposto a tutto pur di accrescere il suo potere. Questa sua sete di ambizione schiaccia Alina, che lui usa sempre di più. Ben Barnes ha raccontato, in un’esclusiva intervista a Collider, il modo in cui ha vissuto questo personaggio, affermando di aver giudicato il suo personaggio: « Ho sicuramente giudicato il mio personaggio. Penso di essere autorizzato a giudicare il personaggio, in particolare nel contesto odierno, in termini di abuso di potere. È al vertice di questa struttura, in termini di gerarchia del mondo, e abusa di quel potere per sfruttare Alina, la nostra protagonista, che è una rappresentazione letterale di speranza e sole, al fine di perseguire il suo obiettivo.»

Per Ben Barnes non è stato sicuramente facile affrontare un personaggio del genere. Ma Ben pensa che Darkling sia cattivo? L’attore confessa: «Lo vedo come l’antagonista. Non so se lo vedo necessariamente come il cattivo. Amo le parole, e c’è una frase che è amata dalle persone che hanno letto i libri, ovvero quando dice ad Alina, a un certo punto, “Bene, rendimi il tuo cattivo”. Trovo la parola “make” molto interessante in quella frase. Quel momento stato descritto nel libro, in modo diverso. Volevo dire quella frase in modo un po’ diverso da come è descritta. Volevo che significasse di più per lui».

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