Cinema

Shonda Rhimes contro la Hollywood Foreign Press: «Hanno cercato di boicottare Bridgerton»

Shonda Rhimes ha deciso di parlare e di esprimersi sulla Hollywood Foreign Press, la giuria dei Golden Globe. L’associazione della stampa estera, ogni anno, si occupa di assegnare i premi televisivi e cinematografici, scegliendo i più meritevoli prodotti dell’anno. Tra le serie tv non prese in considerazione all’ultimo Golden Globe c’è anche Bridgerton. La serie tv, prodotta dalla casa di produzione Shondaland di Shonda Rhimes e tratta dai romanzi di Julia Quinn, ha ottenuto negli ultimi mesi un grande successo. Il progetto è il miglior debutto di sempre sulla piattaforma di Netflix e vanta 1,06 miliardi di munuti visti. Infatti, la serie in costume ha conquistato 82 milioni di spettatori sulla piattaforma, dopo soli 28 giorni dalla data di uscita. Il consenso del pubblico, però, non è bastato ad ottenere un riconoscimento dai Golden Globe.

Le accuse di Shonda Rhimes

Un’immagine di Shonda Rhimes, pubblicata sul suo profilo Instagram

Shonda Rhimes ha deciso di rompere il silenzio ed esporre in un post su Twitter i suoi pensieri sulla HFPA. La produttrice ha dichiarato: « HFPA ha rifiutato la nostra conferenza stampa. Fino a quando la serie non è diventata una ‘surprise hit'( Grey’s Anatomy, Scandal, Muder, che sorpresa!) . Eppure, mi hanno anche chiesto di presenziare di persona ai Golden Globes. Noi non siamo gli unici. Questo è il motivo per cui la casa degli HFPA è in fiamme. Loro hanno acceso la fiamma con la loro stessa ignoranza. Ed io sono quella fortunata. Ancora più importante: Pensate a tutti gli show e i grandi talenti che non hanno avuto nemmeno una possibilità. »

Così, Shonda ricorda pubblicamente la press conference di Bridgerton che i giornalisti dell’associazione HFPA hanno organizzato, volutamente in modo del tutto frettoloso, soltanto pochi giorni prima della chiusura delle votazioni per scegliere le candidature ai Golden Globes. Il motivo? Ormai appariva, in modo chiaro ed evidente, che la serie stava conquistando un grande riscontro in tutto il mondo.

E così Bridgerton non ha ottenuto nessuna candidatura ai Golden Globe. Mentre, ha conquistato ben due candidature agli Screen Actors Guild Awards. I premi SAGA sono assegnati dal sindacato degli attori di cinema e televisione.

EMILY IN PARIS (L to R) LILY COLLINS as EMILY in episode 104 of EMILY IN PARIS Cr. STEPHANIE BRANCHU/NETFLIX © 2020

Tutti gli scandali della HFPA

Ma questo non è l’unico scandalo della HFPA portato alla luce. Il Los Angeles Times ha mostrato in un suo articolo che su 87 membri dell’associazione HFPA soltanto un membro è di colore. La notizia ha immediatamente rattristato molti artisti come Kerry Washington, Ellen Pompeo, Amy Schumer, Dakota Johnson e Laura Dern. Ognuno di loro ha condiviso attraverso i social un post dell’organizzazione #Timesup  con l’immagine di una statua dei Golden Globes incrinata, in cui si legge: “Hollywood Foreign Press Association. Non un singolo membro nero su 87. Una correzione estetica non è sufficiente #Timesupglobes”.

L’HFPA ha subito replicato, affermando di riconoscere di dover fare ancora molto per i giornalisti di colore, promettendo un aumento dei membri. Chissà quando accadrà, ci viene da chiedere.

Tra le varie questioni che non sembrano del tutto chiare c’è quella delle candidature poco meritate, come quella della serie Emily in Paris. La serie, agli scorsi Golden Globe, ha ottenuto ben due candidature: la candidatura come miglior serie musicale o comedy dell’anno, e quella per la protagonista Lily Collins, che ha ottenuto la candidatura come miglior attrice protagonista in un musical o comedy. Secondo il Los Angeles Times, le due candidature hanno una ragione: un junket insolito della Paramount sul set della serie della Collins, che in questo progetto è anche una delle produttrici. All’evento del 2019, a Parigi, infatti, hanno partecipato ben oltre 30 membri della Hfpa. I giornalisti sono stati ospitati per due notti al Peninsula Paris, un hotel a cinque stelle, del costo di 1.400 dollari a notte. Questo potrebbe spiegare le due candidature ai Golden Globes ricevute dalla serie Netflix nonostante i giudizi, spesso negativi della critica e del pubblico, che non ha mai reputato Emily in Paris uno dei migliori prodotti del 2020. 

Le ombre dell’HFPA sono tante e c’è bisogno di una maggiore chiarezza sulle future candidature.

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