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The Lost Daughter: Paul Mescal racconta la sua esperienza sul set del film diretto da Maggie Gyllenhaal

Dopo il grande successo ottenuto con Normal People, la serie evento tratta dal romanzo di Sally Rooney, Paul Mescal è pronto per il grande debutto al Cinema. L’attore è nel cast dell’opera prima di Maggie Gyllenhaal dal titolo The Lost Daughter, tratta dal romanzo La figlia oscura di Elena Ferrante. La storia ha come protagoniste Olivia Colman e Dakota Johnson che raccontano la storia di Leda e Nina, due donne apparentemente distanti che riflettono sulla loro vita, sull’essere madri e donne nel mondo. La pellicola ha già conquistato la stampa e la critica mondiale.

In un’intervista a The Knockturnal, Paul Mescal ha raccontato la magica esperienza vissuta sul set di The Lost Daughter, condividendo il suo viaggio con Maggie Gyllenhaal, Dakota Johnson e Olivia Colman: «Quando Maggie mi ha chiamato, è stato sicuramente uno dei momenti più importanti della mia vita. Sapere di essere nel suo film, di girare in Grecia, di essere in un progetto con Jessie, Olivia e Dakota, è stato un sogno. Essere diretto da Maggie è un sogno perchè lei, in quanto anche attrice, ti spinge e ti porta in certe direzioni. Girare in Grecia è stato fantastico, considerando che eravamo sul set nel periodo più intenso del Covid. Stare sul set è stato piuttosto sorprendente. La location era spettacolare ed è stato molto speciale stare tutti insieme».

The Lost Daughter: Paul Mescal racconta la sua esperienza sul set del film diretto da Maggie Gyllenhaal

Inoltre, Paul Mescal ha raccontato quanto sia importante trattare il tema della maternità e dell’essere donna all’interno di una pellicola come questa: «The Lost Daughter è semplice e complesso allo stesso tempo. Penso che tratti un tema comune a tutti come la maternità. Tutti noi abbiamo delle madri. E sappiamo quanto sia complesso esserlo. Non si tratta di parlare soltanto dell’identità di essere madri ma anche di raccontare le donne forti della nostra vita. Questo film ci dà l’opportunità di guardare e impegnarci con i nostri pensieri, i sentimenti che abbiamo a riguardo».

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